Matt Haig - La biblioteca di mezzanotte - Edizioni E/O

Esiste un posto tra la vita e la morte: “La biblioteca di mezzanotte”

Erano mesi che mi ripromettevo di leggere questo libro: è stato per tanto tempo nella mia wishlist ma poi, per un motivo o per un altro, non era mai la mia prima scelta. Finalmente è arrivato il suo momento. Sono convinta che esista un tempo giusto per ogni libro: a volte è proprio quest’ultimo a sceglierti, ti “guarda” dallo scaffale della libreria e non puoi rimanere sorda a quel richiamo. Con “La biblioteca di mezzanotte” è stato proprio così, e che fortuna averlo letto! Se non lo hai ancora fatto, ti consiglio di rimediare: è un romanzo piuttosto bizzarro ma che ti farà riflettere a lungo, anche dopo averlo terminato.

Il suo autore Matt Haig, d’altronde, non è nuovo a trame particolari e alquanto surreali, ed è proprio questo che mi affascina di lui, oltre alla sua prosa. Tempo fa avevo letto il suo “Come fermare il tempo”: la storia di un uomo condannato, a causa di una rara sindrome, a invecchiare molto lentamente. Potrebbe sembrare una bella fortuna, ma pensa se dovessi continuamente fingere o cambiare identità per adeguarti a un’epoca che non ti appartiene, continuando intanto a perdere gli affetti più cari e a ricercare disperatamente il tuo posto nel mondo… sarebbe un vero e proprio incubo! Una storia dolceamara e un po’ folle sull’inevitabilità del cambiamento e sul lungo tempo necessario per imparare a vivere.

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Ritroviamo questi stessi temi, così intimi e delicati, anche ne “La biblioteca di mezzanotte”: un romanzo appassionante, riflessivo e commovente capace di dare conforto a tutti coloro che, almeno una volta nella vita, si sono sentiti soli, inadeguati o inconcludenti.

Una vita al bivio

È proprio così che si sente la protagonista, Nora Seed, una 35enne che nella sua vita pensa di aver commesso solo errori e di non aver mai combinato nulla di buono. Si sente incompleta, riesce a pensare a sé stessa solo in termini di traguardi non raggiunti e di occasioni mancate. ll peso del suo dolore e dei suoi rimpianti è talmente forte che decide di farla finita, convinta che tanto nessuno sentirà la sua mancanza.

Nora, tuttavia, approda in una sorta di limbo, un posto tra la vita e la morte, un luogo in cui il tempo non scorre e l’orologio è sempre fermo sulla mezzanotte. Qui si trova una biblioteca con scaffali pieni zeppi di libri, ognuno dei quali è una delle vite che la protagonista non ha vissuto, esistenze che avrebbe potuto vivere se avesse fatto scelte diverse. A Nora viene offerta la possibilità di scegliere un qualunque volume e di inoltrarsi in una delle tante possibilità che le si presentano davanti: come sarebbe andata se avesse sposato l’uomo della sua vita, se fosse diventata una campionessa olimpica del nuoto o se non avesse abbandonato la band in cui suonava con suo fratello?

Penso sia facile credere che esistano strade più facili. […] Forse però non esistono strade facili. Sono semplicemente altre strade. […] In ogni istante di ogni singolo giorno entriamo in un nuovo universo. E trascorriamo così tanto tempo a desiderare che le nostre vite siano diverse, paragonandoci ad altre persone e ad altre versioni di noi stessi, quando in realtà la maggior parte delle esistenze offre momenti buoni alternati a momenti cattivi.

Matt Haig – La biblioteca di mezzanotte

Ma è veramente questa la chiave della felicità? È davvero possibile cancellare i propri rimpianti? Attraverso questi continui viaggi Nora comprende che “si possono operare delle scelte ma non decidere i risultati” e che “l’unico modo per imparare è vivere” la propria vita, non quella degli altri. Inizia quindi un percorso di perdono e di accettazione di sé stessa.

Una persona è come una città. Non puoi permettere che alcune zone meno belle rovinino l’armonia del tutto. Ci possono essere posti che non ami, alcune strade secondarie e sobborghi poco raccomandabili, ma le parti belle la rendono degna di essere amata.

Matt Haig – La biblioteca di mezzanotte

Tutti abbiamo momenti tristi e momenti felici, giornate sì e giornate no: la perfezione non esiste. Ciò che fa la differenza è come decidiamo di affrontare e di vivere la nostra vita, e la protagonista capirà che la sua, di vita, non è poi così male. “Sarebbe molto più semplice se capissimo che non esiste un modo di vivere che ci renda immuni dalla tristezza. E che la tristezza è parte intrinseca della trama della felicità. Non si può avere l’una senza l’altra”.

Fare luce sull’ombra

“La biblioteca di mezzanotte”, in originale “The Midnight Library“, è un romanzo originale e per nulla banale, che mi ha piacevolmente colpito e che, sono sicura, resterà a lungo nei miei pensieri. Il tema affrontato è molto delicato, a volte parlare di certe cose può farci paura. Abbiamo forse timore di rispecchiarci in ciò che leggiamo, di rivedere noi stessi nei panni dei protagonisti, ma è proprio a questo che servono i libri, no? Questo è un romanzo che parla delicatamente di depressione, lo fa in modo sensibile però, senza esprimere giudizi. Qui la depressione non è vista in maniera negativa, fa semplicemente parte della condizione umana, la tristezza è un’emozione come tutte le altre e come tale va accolta e affrontata.

Tuttavia, al contrario di quello che si può pensare, non si tratta assolutamente di un romanzo triste, anzi… il finale porta con sé una bella dose di speranza e la prospettiva di un futuro luminoso. Ne “La biblioteca di mezzanotte” ritroviamo molto della vita dello stesso Matt Haig: l’autore infatti ha iniziato a soffrire di depressione quando aveva solo 24 anni e da allora la lettura e la scrittura lo hanno aiutato ad affrontare questo “male oscuro”, anche quando tutto gli sembrava insormontabile.

Lo stile narrativo di Matt è fluido, scorrevole, metaforico, i capitoli sono piuttosto brevi e le vicende narrate in terza persona. La prima parte del romanzo è una sorta di countdown, un conto alla rovescia delle ore che separano Nora dal suo suicidio, fino ad approdare poi alla biblioteca. Questo espediente permette di creare una bella suspense e innalzare il livello di aspettative nella mente del lettore, che inizierà a domandarsi: “E ora? voglio sapere come va avanti la storia!”, portandolo quindi a leggere avidamente una pagina dopo l’altra. Pur affrontando temi surreali, improbabili ma al tempo stesso intimi e profondi, i suoi libri si leggono che è un piacere, e questo non fa eccezione!

L’autore

L’inglese Matt Haig è nato a Sheffield nel 1975 e vive a Brighton. Scrittore prolifico e conosciuto in tutto il mondo, è autore di molteplici romanzi che hanno riscosso un clamoroso successo, tra i quali: “Il Club dei Padri Estinti”, “Il patto dei Labrador”, “La famiglia Radley”, “Gli umani” e “Come fermare il tempo”. Nel 2015 ha pubblicato il suo memoir “Ragioni per continuare a vivere”: romanzo autobiografico in cui racconta la sua depressione, le crisi d’ansia e il percorso compiuto verso la guarigione. “La biblioteca di mezzanotte” è uscito in Italia nel 2020, grazie alla casa editrice E/O.

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Matt ha scritto anche alcuni romanzi dedicati ai giovani lettori tra cui “Essere un gatto”, “Un bambino chiamato Natale”, “La bambina che salvò il Natale” e “Io e Babbo Natale”. Come autore di libri per ragazzi ha vinto il Blue Peter Book of the Year Award e il Nestlé Children’s Book Prize Gold Award con “La foresta d’ombra”.

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