Sara Fruner - L'istante largo - Bollati Boringhieri

Solitudine e legami familiari: “L’istante largo” di Sara Fruner

Quante volte veniamo attratti da un libro in particolare per la sua copertina? Questo è uno di quei casi.

Ammetto di aver scelto di leggere questo romanzo per la curiosità che nutrivo verso la sua trama, ma soprattutto per la sua meravigliosa copertina. Quest’ultima è frutto del lavoro della giovane milanese Sofia Paravicini, illustratrice di libri per bambini e ragazzi, nonché di giornali e riviste. La sua formazione si è svolta tra Milano e Londra, e oggi trae ispirazione da molte fonti diverse: libri di botanica, registi surrealisti, pittura giapponese e scenografie teatrali. La maggior parte delle sue illustrazioni ha un sapore onirico, vintage e molto peculiare, anche grazie alla scelta dei colori che utilizza.

La storia di Macondo, giovane e geniale

Dicevo quindi di essermi lasciata ammaliare dalla copertina, ma mi hanno colpito anche il suo titolo un po’ criptico e, man mano che lo leggevo, la sua storia.

Macondo, il protagonista, ha 15 anni e un quoziente intellettivo fuori dal comune. Ama leggere libri di avventura ed è segretamente innamorato di Bea, la sua migliore amica. Ha avuto tre madri ma non ne ricorda nemmeno una, secondo l’incipit del romanzo, e si sente pronto a scoprire la verità sul proprio passato e sulle proprie radici.

Macondo vive con sua nonna Rocio, anticonformista pittrice cilena, la quale, a causa di una malattia alla gola, non è in grado di parlare. Per comunicare usa dei foglietti che strappa da un blocchetto che porta sempre appeso al collo.

La nonna ha giurato al nipote che gli rivelerà tutta la verità, che nel frattempo custodisce in una scatola inaccessibile sull’ultimo scaffale del suo studio, solo al compimento del diciottesimo anno di età.

Ma Macondo è troppo curioso per attendere ancora tre anni e parte alla ricerca del suo passato, scandagliando tutti gli indizi che troverà lungo il cammino, grazie anche all’aiuto di Bea e agli aneddoti che carpisce dalla tribù di amici di nonna Rocio che si raduna spesso a casa sua.

Sara Fruner - L'istante largo - Bollati Boringhieri

Che cos’è l’istante largo

Il nome Macondo è un richiamo al paese inventato da Gabriel Garcia Marquez in “Cent’anni di Solitudine”, libro a cui l’autrice è molto affezionata, ma in questo nome è racchiusa anche tutta la storia del ragazzo. La sua ricerca della propria identità diventa anche un cammino verso sé stesso che lo conduce fino all’istante largo, soggetto di un quadro dipinto da sua nonna, ma soprattutto rivelazione di una grande consapevolezza: il nucleo familiare non è necessariamente quello in cui nasciamo ma può assumere forme diverse e soprattutto scaturire in modo del tutto inaspettato.

Non sono i legami di sangue, infatti, a definire per forza la nostra famiglia, bensì le persone che ci crescono, ci stanno accanto in ogni momento e ci amano incondizionatamente.

Una storia sicuramente particolare, scritta con un linguaggio lirico e musicale, che riunisce diversi stili narrativi, dalle e-mail alle pagine di giornale fino ai bigliettini, per parlare di temi come la solitudine e la ricerca del proprio posto nel mondo. Arrivata alla fine del romanzo, mi sono chiesta perché l’autrice avesse scelto proprio questo titolo, “L’istante largo“: nel libro non se ne fa chiaro riferimento e bisogna lasciarsi guidare dall’intuito e dall’interpretazione. Durante un’intervista, ho letto in seguito, Sara Fruner lo ha spiegato così: “Se io dovessi spiegare la consapevolezza, l’illuminazione, la comprensione, lo farei rappresentando qualcosa che si allarga. Cosa facciamo noi quando abbiamo un’intuizione? Sgraniamo gli occhi, apriamo la bocca, allarghiamo il sorriso. Ecco cosa significa il titolo che ho scelto”.

Chi è Sara Fruner

Sara Fruner, classe 1978, è nata a Riva del Garda, in provincia di Trento. Dopo la laurea in inglese a Ca’ Foscari e la specializzazione in traduzione letteraria, ha lavorato come traduttrice, consulente editoriale e revisore di classici per numerose case editrici. Dal 2017 vive e lavora a New York come docente di italiano presso la New York University e il Fashion Institute of Technology. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie e “L’istante largo” è il suo romanzo d’esordio.

André Aciman, autore di “Chiamami col tuo nome” e “Cercami”, ha definito Sara Fruner “una maga delle parole”. Dopo la lettura di questo libro, devo dire che mi trovo d’accordo e che spero di leggere altre opere di Sara in futuro!

Condividi l'articolo sui social