"Le balene mangiano da sole", di Rosario Pellecchia, edito da Feltrinelli

“Le balene mangiano da sole”: una tenera amicizia su due ruote

La bizzarra balena in bicicletta su uno sfondo giallo limone, unita a questo titolo così insolito, mi aveva da subito incuriosita, ancor prima di conoscere la trama del romanzo. Ho quindi deciso di iniziare a leggerlo praticamente a scatola chiusa, dato che non avevo mai letto nulla di Rosario Pellecchia.

Ciò che ho trovato in “Le balene mangiano da sole” è una storia divertente, tenera e commovente. La storia di un’amicizia un po’ improbabile tra due esistenze all’apparenza molto diverse eppure così simili. Insieme, Genny e Luca vivranno un’avventura che consoliderà il loro incontro casuale e, alla fine, non riusciranno più fare a meno l’uno dell’altro. 

Un rider per amico

Gennaro Di Nola, detto Genny, è un ragazzo 23enne napoletano trapiantato a Milano. Di mestiere fa il rider, cioè consegna il cibo in giro per la città sfrecciando sulla sua bicicletta. A lui piace davvero questo lavoro: ciò che lo affascina maggiormente è il suo aspetto antropologico, si diverte infatti a indovinare i profili dei clienti a cui dovrà consegnare il pranzo o la cena. 

Pizza bismarck. Con uova e asparagi. Ja’ ma come si fa? Posso capire se sei disperato, come ad Amsterdam, l’ultima sera della gita di quinta liceo. Ma a Milano, in qualsiasi pizzeria, ci sono almeno ventotto opzioni diverse […]. Ha l’abitudine di immaginare l’aspetto della persona a cui consegnerà il cibo, quella che gli aprirà la porta. Spesso ci prende. E così stasera cerca di figurarsi il tizio che ha scelto la pizza della vergogna: pizzetto, coda di cavallo, felpa con la scritta e pantaloni della tuta”.

È proprio durante una delle sue consegne che conosce Luca, un ragazzino di dodici anni, tifoso del Napoli, con un estremo bisogno di affetto che traspare dai suoi grandi occhi scuri. Vive da solo con sua mamma e non ha mai conosciuto il papà, l’unica cosa che sa è che è andato a lavorare in un posto lontano, a nutrire le balene (ma le balene non mangiano da sole?). Da questo primo incontro nascerà una tenera amicizia che li porterà a vivere una speciale avventura nella capitale partenopea, in occasione della tanto agognata semifinale di Champions League: Napoli – Barcellona.

La trasferta sarà l’occasione per avvicinarsi l’un l’altro, aprirsi, confidare emozioni represse troppo a lungo e liberarsi finalmente da quel peso che si portano dentro. Anche Genny infatti, così come Luca, è una vita spezzata: custodisce un segreto che non riesce a rivelare a nessuno, neanche a Kalidou, il suo migliore amico e collega senegalese.

Una sella per due

Lo stile narrativo di Rosario è limpido, scorrevole, immediato, senza troppi fronzoli e intercalato da espressioni dialettali napoletane. Le vicenda è narrata in terza persona e si svolge tra Milano e Napoli. I personaggi che si susseguono sono ironici e al tempo stesso profondi, sotto la maschera di ragazzo scanzonato, Gennaro cela un animo molto sensibile. Quella verso Milano è stata una vera e propria fuga per scappare da una città che ormai gli andava stretta e che gli ricordava un passato troppo doloroso da sopportare, ma con il quale dovrà poi imparare a fare i conti.

Luca sembra un bambino come tanti, ma anche lui nasconde un segreto: vuole assolutamente trovare suo papà e capire perché ha abbandonato la mamma. Il viaggio a Napoli diventa una scusa per cercarlo e provare a instaurare un rapporto con lui. Riuscirà finalmente a incontrarlo e a guardarlo negli occhi?

“Le balene mangiano da sole” è un romanzo che mi ha fatto divertire ma anche commuovere, 262 pagine che si leggono tutte d’un fiato. Genny e Luca sono così carini che vorresti non abbandonarli mai. È vero, la loro amicizia è insolita per la differenza di età, ma è così naturale, autentica e genuina da fare quasi invidia. I due protagonisti sono descritti con molta naturalezza, sono persone comuni, proprio come ognuno di noi: sono personaggi in cui è facile identificarsi. 

Fuori, intanto, la città se ne frega di loro, delle loro ferite e dei loro desideri, indaffarata com’è a far ululare le ambulanze, a muovere avanti e indietro le metropolitane, a far funzionare ossessivamente i semafori. Sì, Milano non sa niente di Luca e Genny e della loro amicizia appena nata. Assurda e imprevedibile come una rovesciata di Cavani al novantacinquesimo minuto.

Rosario Pellecchia – Le balene mangiano da sole

Potrei definirla una tenera commedia, un romanzo di formazione che racconta la storia di due anime destinate a incontrarsi per trovare il coraggio di affrontare i propri fantasmi. Ma non solo: l’autore pone anche l’accento su temi attuali quali la precarietà del lavoro, le discriminazioni e l’incertezza del futuro. È un libro speciale che ti porterà dal riso alle lacrime e soprattutto ti farà venire una gran fame, quindi ti consiglio di metterti comodo e di munirti di una buona scorta di cibo!

L’autore

Mi chiamo Rosario Pellecchia, ma tutti ormai mi chiamano Ross“, ha scritto l’autore di sé. “Nacqui a Castellammare Di Stabia il 4 dicembre del 1970. Ho cominciato a lavorare in radio nel 1986 perché un amico mi aveva chiesto di fare “le voci” nel suo programma, in una radio locale. Poi Kiss Kiss per otto anni e, dal 1996, Radio 105. E dal 2001 conduco con Tony Severo ‘105 Friends’. Cosa mi piace? Leggere, andare al cinema e ai concerti, mangiare sushi e viaggiare. Anche dormire (!). Ho vinto un Telegatto e intervistato centinaia di artisti. David Bowie mi disse che gli avevo fatto delle domande interessanti. Ne sono molto fiero. Ho fatto anche un paio di programmi in tv, ma con la radio non c’è davvero paragone. Nel 1997, insieme a Fabrizio Fiore, ho fondato i Flabby, progetto musicale col quale abbiamo realizzato due dischi che sono usciti in mezzo mondo”.

Nel 2019 è uscito il suo primo romanzo, “Solo per vederti felice”, edito da Mondadori. “Le balene mangiano da sole” è un fresco di stampa: è stato pubblicato a marzo 2021 da Feltrinelli.

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